Lo Studio Dilemmi introduce una rubrica concettuale con cui spiegare ed approfondire ciò che caratterizza il pensiero creativo. In questo articolo vengono narrate le fasi di progettazione e analisi di un linguaggio visivo universale: il cerchio. Un concept che vedrà il suo sviluppo in numerose iniziative future e diventerà tratto determinante dello Studio Dilemmi.

Essere o non essere?
Mezzo pieno o mezzo vuoto?
Bianco o nero?

L’elemento che ricorre ed oppone i concetti in ogni dilemma conosciuto è solo uno: la congiunzione disgiuntiva “o”. Questo caratteristico tratto crea due frasi parallele coordinate che si escludono a vicenda, permettendo la sopravvivenza grammaticale solo di uno dei due soggetti.

Da qui nasce il desiderio e la sfida di rappresentare questo “carattere distintivo” a livello estremamente ermetico e concettuale, affinché si possa esprimere ciò che solitamente non viene percepito: la progettazione.

Il primo passo per avviare un progetto è partire dall’origine, da un ipotetico punto zero. La lettera O ed il numero 0 hanno due peculiarità in comune: sono rotondi e bucati, come un bicchiere visto dall’alto. Ma può una semplice figura geometrica creare un dilemma senza un’apparente via d’uscita? Sì e questo progetto ne vuole essere la testimonianza.

In un periodo storico come quello attuale, complesso e funesto, il perfetto ed immortale spartiacque tra decadenza e resilienza può essere rappresentato dal celeberrimo dilemma “½ pieno o ½ vuoto?”. Questa famosa riflessione non è altro che un esercizio di percezione visiva, psicologica ed emotiva legata alla valutazione soggettiva di un bicchiere riempito al 50% della sua capienza massima. Eccone lo sviluppo.

Un’immagine tipo è composta da due cerchi concentrici in cui l’interno buca l’esterno, generando una corona circolare. Di conseguenza possiamo identificare il cerchio esterno (x) come l’area maggiore da cui sottrarre il secondo cerchio (y), più piccolo, inteso come parte vuota. Definiamo una circonferenza ideale esterna di diametro cento millimetri (raggio 50 mm) e calcoliamone l’area:

Ax =π*r2 =3,14*502 =3,14*2.500 =7.850 mm2

Procediamo per deduzione e costruzione: dividiamo l’area del cerchio x a metà e consideriamo questa come area del secondo cerchio y. Ricaviamo dalla grandezza la misura del diametro

Ax/2 =Ay =7.850/2 =3.925 mm2
dy =2√(Ay/π) =2√(3.925/3,14) =2√(1.250) =2*35,4 =70,7 mm

Successivamente possiamo procedere con la stesura del progetto: bucare un cerchio di diametro 100 mm con uno concentrico di diametro 70,7 mm. Il risultato è una figura regolare le cui aree piene e vuote sono esattamente in proporzione.

La struttura così costruita perde in toto la sua semplicità aprendo a nuovi scenari interpretativi, rappresentando anche graficamente nell’armonia delle misure il dilemma “½ pieno o ½ vuoto”. Questa rappresentazione non identifica uno dei due concetti, bensì crea un gioco visivo capace di trarre in inganno. Quale delle due immagini rappresenta il mezzo pieno e quale il mezzo vuoto? Entrambi o nessuno dei due? Il dilemma é nella progettazione.

Concludendo, contemporaneamente alla progettazione di questo concept nasce il pay-off di Dilemmi: la comunicazione sta nel mezzo. Ma questa è un’altra storia.